Il Mini-Mental State Examination (abbr. MMSE) è uno strumento che viene utilizzato per la rilevazione di deficit cognitivi. Lo utilizziamo anche noi alla Casa del Sorriso tutte le volte che accogliamo un nostro Ospite e redigiamo il Progetto Assistenziale Individualizzato (vuoi saperne di più? Clicca qui).
E, tutte le volte, ci stupiamo di come i nostri Ospiti, che spesso sono afflitti da demenze (come, per esempio, l’Alzheimer) e che non riescono a rispondere a tante delle semplici domande di cui è composto il test, riescano sempre correttamente a rispondere quando gli chiediamo il nome della loro mamma.
Tutti se lo ricordano, tutti sono in grado di dirlo. Ci piace raccontare questo piccolo particolare proprio in questa settimana in cui ricade la festa della mamma, perché lo riteniamo davvero significativo!
“Le demenze possono far dimenticare l’indirizzo di casa, ciò che si è mangiato cinque minuti prima, – commenta Federica Policante, animatrice presso la nostra struttura – ma nulla riesce a far dimenticare il nome della mamma, nemmeno agli ospiti che soffrono di gravi compromissioni della memoria“.
Purtroppo ad oggi, non esistono prospettive di guarigione né interventi in grado di arrestare la degenerazione cerebrale, ma è possibile intervenire attraverso attività di stimolazione cognitiva.
“La nostra struttura ha attivato da tempo un progetto che mira a stimolare la memoria dei nostri Ospiti, il progetto Attivamente – prosegue Federica – E anche in questo caso abbiamo notato che, se stimolati, gli Ospiti che partecipano riescono a ricordare aneddoti, situazioni ed emozioni riferite al rapporto che intrattenevano con la loro mamma. Un po’ come se quel legame, quella relazione andasse oltre“.
Oltre alla progressiva compromissione delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio, capacità di orientamento), oltre alla perdita di una vita autonoma.
Oltre, come solo l’amore di una mamma può andare.